Dieci anni

Storie 25 settembre 2019

La prima volta in cui ho detto che avrei scritto qualcosa di serio, avevo 15 anni. Era il secondo anno in cui facevo la quarta ginnasio al Minghetti (l’anno prima ero stata bocciata) e me ne stavo rilassata sulle calde sedie foderate di velluto blu di un cinema del centro, a causa di qualche assemblea di cui onestamente non ho memoria. Una obbligatoria probabilmente, alle altre non c’era pericolo che io mi facessi trovare a scuola.

Sta di fatto che, appollaiata sulla sedia, guardo quella che era una delle mie migliori amiche del tempo e le dico, fiera: “sto scrivendo un romanzo”. Aveva anche un titolo in effetti, lo avevo chiamato “Lips”, in pratica una brutta copia di Tre Metri Sopra il Cielo (vi lascio immaginare). La protagonista – che ovviamente era la traslazione di me stessa – si chiamava Margherita e tutta la scuola se la contendeva, ma lei amava solo Andrea.

Margherita era tutto quello che non andava bene in me: studiosa, magra, sportiva, piena di amiche e voluta. Io odiavo la scuola, mi misuravo ogni giorno con il mio lievitare, detestavo sopra ogni cosa qualsiasi attività sportiva, avevo una migliore amica e pochissime altre amiche vere, nessun ragazzo mi si avvicinava. Mi sembrava la storia più incredibile di sempre, scrivevo e non vedevo l’ora di arrivare al punto in cui, finalmente, Margherita e Andrea coronavano il loro sogno romantico facendo l’amore. Non avevo pensato ad un vero e proprio finale, ma si intitolava Lips, quindi davo per scontato che ad un certo punto sarebbero iniziati gli intrighi e i tradimenti.

Questo romanzo mi avrebbe finalmente decretata come miglior scrittrice quindicenne del mondo e il mio desiderio più grande era quello di far rivivere nei cuori delle adolescenti la storia d’amore che ognuna stava desiderando. Ricordo ancora la faccia della mia amica: sconvolta ed entusiasta allo stesso tempo. “Diventerai famosissima, nessuno scrive libri così presto. Comprerò il tuo libro di sicuro, ti prego, fallo.”

Fine. Lips è morto in quell’istante, mai più scritta una riga, mai più letto, mai più ritrovato. Da quel momento il mio cervello non era più riuscito ad affrontarlo, poiché Lips era diventato il romanzo che avrebbe cambiato le sorti dell’adolescenza negli anni a venire e quindi io ne ero già piena. Non mi interessava più portarlo a termine perché questo costava troppo in termini di tempo, concentrazione, determinazione. Sarebbe stato un romanzo speciale, era già scritto nelle stelle, quindi doveva essere perfetto. Risultato? La sua stessa idea di perfezione lo rendeva incompiuto. Che poi, ripensandoci, l’idea di perfezione era mia e ad essere incompiuta ero altrettanto io.

Gli anni seguenti li ho vissuti con la consapevolezza che io avrei scritto un romanzo. Dentro di me non c’era mai stato niente di più ovvio. Mi sono creata storie fantastiche, ho articolato frasi piene di passione, ho inventato fiabe solo guardando dei gomitoli di lana. Solo che non era mai abbastanza, così ho nascosto e seppellito questa esigenza nei posti più segreti del mio cuore e in quelli più profondi del mio stomaco, in cui riesci perfino a sentire l’eco. La scrittura era lì, per me, e io la azzittivo a causa della tanto spasmodica quanto ingiustificata ricerca di perfezione.

La prima volta in cui ho pensato di aprire un blog è stato dieci anni fa. Dieci, lunghi, angoscianti, anni, in cui non riuscivo a trovare prima il nome, poi la foto, poi l’inizio, poi la fine, poi poi poi. Dieci anni di racconti quà e là, sparsi in cartelle segrete nel computer rinominate “un giorno”, “capitolo 1”, “romanzo”. Dieci anni in cui non mi sono sentita mai all’altezza di quello che avrei voluto fare davvero: scrivere. Dieci anni di ricerca di una perfezione che, a mio dire, mi avrebbe portata alla felicità. Allora perché ero sempre più triste?

Ci ho messo dieci lunghi anni ad aprire ancapel, e tredici a capire che se voglio scrivere, lo devo fare e basta.

Ed ora, tutto d’un fiato, le parole scorrono come un fiume. Non sono mai stata tanto felice.

da

Ho scritto una marea di cose, ma mai per davvero.

Comments 26

  1. unallegropessimista says on 25 settembre 2019

    Per scrivere scrivi benissimo, e di cose da dire mi pare che ne hai.
    Per farti conoscere devi andare su gli altri blog, quelli più similari al tuo. Questo come consiglio. Misteryously è di Paola e molti che la seguono scrivono.

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    • ancapel says on 25 settembre 2019

      Altri blog sempre qua su wordpress? Scusa sono una novellina e non so davvero come muovermi!
      Grazie dei complimenti, i tuoi commenti li aspetto sempre con piacere 🙂 Dovrei commentare più spesso anche io, solo che ancora non ho capito bene le “regole” di questa piattaforma!

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      • unallegropessimista says on 25 settembre 2019

        Devo essere sincero che non mi è chiarissimo anche a me. Se scrivi e basta non ti legge praticamente nessuno, quindi devi anche tu leggere e commentare se hai qualcosa da dire.
        Io sono partito da Frammenti di Sabrina che scrive in maniera fantastica, ma ora pubblica solo video di canzoni boh…. e da lì sono passato a dei suoi amici ecc.. ecc…. che poi sono diventati anche miei. Si Mister…è un blog come il nostro si fa per dire, lei è conosciutissima è bravissima e sta per pubblicare un suo libro. Disegna anche, suona è un artista a tutto tondo. Si chiama Paola e cambia continuamente la forma del suo blog.
        Leggi i commenti e vai a vedere chi sono, e se scrivono cose che ti piacciono e commenta, loro verranno forse nel tuo e……..

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  2. frammentidisabrinaesse says on 25 settembre 2019

    Bene, mi pare che siamo tutti qui. Ciao, cara, benvenuta. Piace molto anche a me il tuo modo di scrivere. Ci rivedremo presto. Per quanto riguarda il mio blog, l’allegro pessimista ti ha già accennato che pubblico molte canzoni ma, in realtà, scrivo anche molto. Il problema, se così si può chiamare, è che non pubblico tutto quello che scrivo. Ho pochissimo tempo, non è che pianto pomodori tutto il giorno come il pessimista di cui sopra. Oltretutto, il poco tempo che ho, lo dedico al mio romanzo… che spero di finire in questa vita. Ti abbraccio, carissima. Come ho già detto, ci rivedremo presto. 😉

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  3. unallegropessimista says on 26 settembre 2019

    Felice che tu abbia fatto conoscenza con Paola e Frammenti di Sabrina, Sono assolutamente bravissime.
    Ho piantato anche i pomodori gialli, eccezionali, oltre quello ho un lavoro, e una decina di attività ludiche ricreative le mie giornate sono di 28 ore per questo posso fare tutto.
    A differenza di Sabrina io esprimo sempre il mio parere certo a modo mio . Come è già successo, se devo dirti qualcosa te lo dirò. e se tu devi dirmi qualcosa fai pure, compreso mandarmi a quel paese come…..

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