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Senza categoria 9 ottobre 2019

L’estate della maturità ho passato un weekend lungo nella casa al mare di una delle mie più care amiche del liceo. La mia migliore amica del tempo aveva avuto un weekend libero dal lavoro e così avevamo deciso all’ultimo di partire. Dopo svariati tentativi di convincere i miei genitori a lasciarmi la macchina, dopo promesse e preghiere, mi hanno detto sì. Riviera romagnola. Da casa mia cosa saranno state, forse un paio d’ore. Io che di viaggi ne avevo sempre fatti con il contagocce, la vivevo come se stessi andando oltreoceano. In particolare quella casa, è sempre stato il mio paradiso tropicale, con quella piscina e quella sala enorme. Sembrava che si potesse fare tutto lì dentro, come un paese dei balocchi estivo, e noi passavamo le giornate a ridere, bere caffè, mangiare gelati e fumare.

Eravamo tutte belle a nostro modo, ognuna con le sue diversità. Io poi, che quando voglio bene a qualcuno mi sembra sempre la persona più bella del mondo, le vedevo come tre Veneri del Botticelli con i loro costumi colorati che scintillavano grazie ai riflessi dell’acqua azzurra della piscina. Siamo uscite tutte le sere quei giorni, come di prassi quando si andava in riviera dalla mia amica. Ogni sera un locale diverso, un abito diverso, un drink diverso. Abbiamo conosciuto qualche ragazzo quel weekend, un gruppo ci ha invitate al loro tavolo durante una serata in discoteca. Ci siamo fatte una marea di risate e soprattutto, tante chiacchiere nella meravigliosa terrazza che dava sulla piscina.

Eppure c’era sempre un tarlo nella mia testa che mi dava il tormento. Mi paragonavo alle altre e in me spiccava una diversità più evidente: ero la più grassa. Non ero sovrappeso, ma non avevo nemmeno quel fisico minuto e da copertina come lo avevano loro e io non facevo altro che pensarci. Mentre ci divoravamo una scatola di gelati dopo l’altra, io, convinta del mio stupido metabolismo lento, mi promettevo settimane di carestia una volta tornata a casa. Mentivo a me stessa, lo facevo sempre. Sapevo dentro di me che non sarei mai riuscita davvero a privarmi del cibo, ma ogni santa volta ci ricascavo e con tutte le mie forze ripetevo che a sto giro ce l’avrei fatta, che l’anno dopo sarei tornata in quella casa sfoggiando il mio costume scintillante e il mio corpo statuario.

In macchina, durante il viaggio di ritorno, mi sono aperta con la mia migliore amica dell’epoca. Allora gliel’ho detto. Gliel’ho detto che mi ero sentita a disagio per tutto il tempo, che soffrivo di essere quella più in carne, che non capivo per quale motivo su di loro quei gelati sembrava non avessero nessun effetto, mentre io, ingrassavo. Gliel’ho detto che sapevo di non mangiare in modo normale, che stavo male, che mi sentivo diversa, ma non un diverso bello, un diverso brutto, e che ero frustrata perché io, senza una ragione apparente, non riuscivo a dimagrire e soprattutto non riuscivo a smettere di mangiare. Lei mi ha guardata come se fossi stata la persona con meno determinazione di questo mondo e mi ha detto: “parliamoci chiaro, se per te fosse davvero un problema staresti a dieta e ci riusciresti, come ci riescono tutti”.

In quel preciso istante il mio cuore si è chiuso. Penso che la sensazione di non sentirmi capita non mi abbia più lasciato scampo, generando in me quel senso di colpa che mi perseguitava da anni, ma, prima di quel momento, solo all’interno della mia famiglia. Quanto possono ferire delle frasi dette per pura ignoranza? Quanto possono farti sprofondare dentro ad un abisso di traumi?

Oggi so che stavo gridando aiuto alla persona sbagliata, che non tutti sono in grado di empatizzare i disturbi alimentari, che i consigli non sono sempre quelli giusti. Ma quella sensazione di disperato aiuto non accolto ha generato in me una rottura così profonda che, a distanza di anni, quando sento qualcuno consigliare ad un’altra persona di stare a dieta, fa chiudere il mio cuore.

da

Ho scritto una marea di cose, ma mai per davvero.

Comments 8

  1. frammentidisabrinaesse says on 9 ottobre 2019

    E’ bello, quasi sempre, confidarsi con un’amica ma, ricordati che, quando lo fai devi tener conto di molte cose. In questo caso in particolare, metterei in conto la giovane età della tua amica, oltre alla tua. Cosa farei io, se avessi un disturbo del genere? Mi rivolgerei a uno specialista… e mi terrei vicine le persone che mi vogliono bene. Quelle che ti capiscono… sono solamente quelle che soffrono del tuo stesso problema. Non sentirti insicura solo perchè qualcuno non ti capisce o non sa cosa risponderti e, per questo, tira fuori una stronzata. Sii fiera di chi sei, perchè non c’è nessun altro al mondo uguale a te. Però, un consiglio te lo voglio lasciare, scegli bene le persone di cui circondarti… almeno fin quando non ti sentirai al sicuro con te stessa. Il mondo, purtroppo, è pieno di idioti con la bocca.
    Baci bella, ragazza. ❤

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    • ancapel says on 9 ottobre 2019

      Ciao tesoro! Hai detto delle cose bellissime e giustissime! In terapia ci vado da anni, riesco a parlare e ad affrontare tutto questo proprio perché io stessa l’ho affrontato 🙂 mi riaffiorano dei ricordi e mi viene voglia di raccontarli, nel bene e nel male ❤️ sulle persone hai pienamente ragioni, anzi con gli anni sono diventata così selettiva che delle volte fatico ad accettare fin da subito qualcuno. Ma quando poi succede è un’armonia!
      Come sempre grazie! Sei un gioiello di wordpress:)

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      • frammentidisabrinaesse says on 9 ottobre 2019

        Sono molto contenta che tu abbia qualcuno che ti segua in questo percorso tortuoso. Ti trovo una ragazza con una grande determinazione e voglia di scoprirsi. E’ catartico scrivere di sè. Lo faccio anche io… anche se in modo anonimo e un po’ contorto. Le persone non mi conoscono, perchè non glielo permetto ma, questo, le porta a non capire quello che scrivo… perciò si limitano ad apprezzare la mia scrittura, più che i miei racconti. Di te, invece, si apprezza tutto… anche chi sei. fatti conoscere, ragazza. Te l’ho già detto, è un piacere leggerti. 🙂

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      • ancapel says on 9 ottobre 2019

        Lo sto spammando il mio blog su Instagram 😂 ormai che mi sono lanciata arrivo fino infondo! Bisogna avere fiducia in chi siamo e in ciò che scriviamo! Per ora vado avanti a spada tratta 🥰 tu sei quello che scrivi e mi piaci da sempre!

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      • frammentidisabrinaesse says on 9 ottobre 2019

        Brava. Spaccialo come fossi un pusher, il tuo blog. Io sono quello che scrivo, hai ragione,,,
        Qualcuno ha detto:” Siamo le parole che diciamo…” E’ vero… e le tue parole mi dicono che sei proprio bella.

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